CheckList Immobiliare – 46 punti per un agente immobiliare webbologico!

Cosa significa veramente essere online per un agente immobiliare?

“Sono abbastanza Digital?” te lo sarai chiesto tante volte, ora potrai darti da solo una risposta grazie a questa checklist.
Ho creato una checklist immobiliare per farti un’autodiagnosi e scoprire quanto sei distante dall’obiettivo.
46 punti che possono cambiare la tua strategia immobiliare. Lettura impegnativa, lo so.
Ma può cambiarti la vita professionale.
I primi 2 punti sono quelli chiave... se non hai il bollino verde lì, non esisti!

checklist immobiliare

Chiariamo subito un concetto: esiste una differenza fra “stare in internet” ed “essere presente in rete”

“Se non sei su internet non esisti,
se ci sei nel modo sbagliato è molto peggio”

Conosci questa regola? Servono dai 3 ai 10 secondi ad un individuo per farsi una prima impressione sull’interlocutore su livello economico, istruzione, attendibilità, posizione sociale, raffinatezza, eredità economica, eredità sociale, eredità culturale, vostro successo e caratteristiche morali.

Servono 45 minuti di conversazione per “smontare” la prima impressione!

Molti l’opportunità di smontare la prima impressione non l’avranno mai più!

Se parliamo di utente online, questi avrà già chiuso la pagina del vostro sito e sarà andato su un altro e nella maggior parte dei casi non sapete neanche chi è “passato” da voi e per cosa.

Stare in internet” non significa avere una URL da appiccicare su un biglietto da visita!

checklist immobiliareHo creato una macro checklist per permettere agli agenti immobiliari di farsi un’autodiagnosi sul livello di presenza online. Se avrai pazienza di arrivare in fondo a questo articolo, potrai scaricare anche il documento operativo.

46 punti che ho sintetizzato dalle procedure e analisi che applico quando svolgo il mio lavoro per i miei clienti. Non sono tutte ma sono quelle base per definirsi sufficientemente pronti a competere online.
Esatto: 46 punti sono una sintesi e parliamo della base!

Iniziamo con i primi 2 punti. Questi sono FONDAMENTALI.
Se solo uno di questi 2 non è rispettato, sappiate che qualunque sforzo farete non produrrà risultati.
Ne vedo a centinaia di questi errori madornali, spesso commessi da webagency con molta competenza tecnica ma poca competenza marketing e poco orientati al raggiungimento degli obiettivi.

Sito Internet – I primi 2 scogli da superare!

#1: Dominio proprietario di 2° livello e non di 3° livello

Esempio pratico:

  • www.nomeagenzia.it è un 2° livello
  • www.portale.nomeagenzia.it è un 3° livello

Se il vostro sito poggia su un dominio di terzo livello ad esempio acquistato da un portale, probabilmente avete in mano qualcosa che non potrete controllare, che non sarà di vostra proprietà.

Il vostro sito deve essere vostro!

Poi eventualmente il vostro blog può anche poggiarsi su un dominio di 3° livello vostro dominio (es.: www.blog.nomeagenzia.it)

#2: Verificare che il sito sia responsive – (Attenzione, NO WEBAPP)

Ogni singola pagina del sito deve essere visualizzato in modalità responsive da dispositivi mobile. Fate attenzione di non essere tratti in inganno da un’eventuale WebApp che potrebbe dare l’impressione di essere ottimizzato per mobile, ma in realtà si tratta di altra tecnologia e non congrua ai nostri scopi.Capirlo è semplice, prendete ad esempio l’URL di una scheda immobile, inviatevela sul vostro smartphone, cliccate e verificate se si vede in modo ottimizato. In caso contrario, correte subito ai ripari. E’ un problema serio che vanificherà qualunque azione.

Se non hai superato questo primo scoglio, allora puoi proseguire la tua analisi per avere una visione globale e cominciare ad effettuare alcune verifiche, ma non intraprendere alcuna azione online o campagne a pagamento o altro perché sarebbe solo un modo per accelerare la tua “bad reputation” (cattiva reputazione) dando maggiore forza alla tua concorrenza.

Pagare per regalare una pessima esperienza all’utente non è mai una buona idea. Lasciatelo fare ai vostri competitors!

Il primo grande consiglio, (lo troverete anche nei punti che seguono), è non commettere lo stesso errore che tanto spesso additate a chi vuol vendere NO AGENZIA!

 

Dal professionista si va prima. Questa regola vale sempre.
Anche per un Agente Immobiliare.

Non solo sito – Account necessari, SEO, Social, e …

#3: Controllo velocità di caricamento server

Le performances del server dov’è allocato il sito sono un parametro fondamentale per Google che intende offrire ai suoi utenti la massima fruibilità del servizio.
Un server poco performante, con tempi lunghi di risposta inciderà negativamente sul posizionamento organico anche se si pone meticolosamente attenzione a tutte le altre variabili.
Il modo migliore per verificarlo e accedere agli strumenti webmaster di Google e verificare come vi vede Google stesso.

Evita di andare a sentimento!

#4: Attivazione account Google Analytics

Strumento di analisi e monitoraggio del traffico.
Non potete considerarvi online se non sapete cosa succede al vostro sito. Quanti accessi avete al sito? Da dove arrivano? Che composizione di pubblico di visitatori avete? Quali pagine visitano di più? Quanto tempo si soffermano su una pagina? …

#5: Attivazione WMTool di Google

Fornisce molte informazioni tecniche per l’ottimizzazione nonché una puntuale analisi delle parole chiave con cui gli utenti arrivano alle pagine del sito e analisi dei backlink ed in generale vedrete il vostro sito con gli occhi di Google. Con quali parole chiave comparite nelle SERP di Google?
In quale posizione si trovano? Quanti clic ottenete per ogni parola chiave? A quale pagina del vostro sito è collegata? …

#6: Attivazione account Google AdWords

Serve per fare campagne online su Google, ma ha anche uno strumento di analisi gratuito molto utile come Keyword Planner (Strumento di pianificazione delle parole chiave). Fa parte del kit fondamentale di analisi!
Vi permette di avere informazioni analitiche e non di fantasia “io penso che…”

Basta pensare e scoprite quali sono realmente i bisogni dei vostri utenti

Vedere come si comporta il vostro utente ideale permette scelte mirate che possono influire sui vostri fatturati!

#7: Collegare su Google Analytics gli account AdWords e WMTool

Utile per avere tutto sotto controllo da un unico strumento e pannello di controllo.
IMPORTANTE: l’analisi di posizionamento delle keywords di ricerca su web Master Tool (oppure Google Search Consolle) permette di retrodatare l’analisi di 90 giorni massimo.
Il collegamento a Google Analitycs permette maggiore profondità.

#8: Struttura semantica delle URL

La struttura delle URL (l’indirizzo internet delle varie pagine del sito) se hanno una struttura semantica “aiutano” il motore di ricerca a capire il contenuto di quella pagina.Ad esempio:
www.sito.it/1sah438hd non significa nulla per un motore di ricerca. Diverso se l’URL ha questa sintassi: www.sito.it/appartamento-vendita-milano-130-mq-123456 è più facile far comprendere al motore di ricerca che si tratta di un appartamento in vendita a Milano di 130 MQ.

#9: Analisi SEO preliminare per individuare le Keywords strategiche sulle quali puntare

Quest’analisi deve essere fondamentale e propedeutica ad ogni sviluppo web.Si procede PRIMA a questa analisi che ne guiderà lo sviluppo del sito. Purtroppo di solito si fa il sito e poi si tenta di capire come usarlo, migliorarlo ecc… Ma l’errore è a monte.
Vedetelo come l’errore del Privato fai da te – NO AGENZIA che poi viene da voi … dal professionista i va prima. Questa regola vale sempre.

Identificare in modo “scientifico” le parole chiave delle varie pagine con cui si desidera raggiungere il proprio target. Tale analisi sarà la guida per la costruzione tecnica e la redazione dei testi (copywriting) del vostro sito.

Il supporto di un consulente è fondamentale.

Il FAI DA TE non è economico, è dannoso.Un primo strumento gratuito per un livello superficiale di analisi è Google Keywords Planner. Può aiutare a fornire evidenza dei volumi di ricerca per ogni parola chiave e o combinazione di esse.
Tuttavia è fondamentale conoscere il livello di competitività della singola parola chiave per valutare se può rientrare in un piano strategico o meno. Altri strumenti oltre Google Keywords Planner possono essere Keywordrevealer oppure SEMrush che forniscono la possibilità di effettuare alcune query gratuite.
Utili ad avere un’indicazione di massima. In generale sono tanti i software utili a tale scopo (ce ne sono anche di italiani), ho consigliato quei 2 semplicemente perchè utilizzati direttamente. Usate questi strumenti per avere un’idea e prendere confidenza con le parole chiave. Questo processo va fatto da mani esperte che non possono fornire garanzie di risultato ma almeno creare la giusta base per aumentarne le probabilità.

#10: Analisi SEO OnSite per verificare impostazioni di Title; H1; Description su ogni pagina

Dopo aver implementato il sito, oppure per analizzare quello esistente e verificare almeno che i tag e metatag principali siano correttamente gestiti (Title; Description; H1) si consiglia l’utilizzo di Screaming Frog.
Procede ad un’analisi pagina per pagina con una schematizzazione efficace per procedere ad un eventuale lavoro di ottimizzazione.
Capirete subito tante cose, ma difficilmente saprete porvi rimedio in autonomia.

#11: Verifica posizionamento del sito sulle parole chiave individuate come strategiche ed utilizzate per il proprio sito

Effettuata l’analisi strategica, individuato il set di parole chiave va tenuto costantemente monitorato l’andamento di crescita o decrescita e capire quali azioni intraprendere.
Uno strumento idoneo a tale scopo oltre che gratuito nella versione base ma soprattutto di facile ed intuitivo utilizzo può essere Traffic Travis.
Ce ne saranno tanti altri sul mercato. Io uso e consiglio questo strumento perché di facile ed intuivo utilizzo in autonomia.

#12: Analisi funzionale del sito

Il supporto di un consulente in questa fase lo considero obbligatorio.In generale ponetevi la seguente domanda: è facile per l’utente ottenere la risposta cercata?
(Navigabilità, fruibilità, interfaccia utente, ecc..)Una prova empirica è chiedere ad un vostro conoscente di accedere al sito per trovare un’informazione ed osservarlo. Ovviamente non è un metodo scientifico. Ma l’indicazione che qualcosa non sia proprio come immaginavate già la riscontrerete. Ogni individuo ha i propri processi mentali e segue percorsi diversi per ottenere lo stesso risultato. SEMPLICITA’ è la parola d’ordine. Per tali approcci esistono strumenti ah hoc come ad esempio Hotjar o ClickTale che permettono l’analisi puntuale del comportamento dell’utente sul sito.Vedrete con i vostri occhi come si muove l’utente sul vostro sito anche in funzione del dispositivo utilizzato. L’esperienza di un consulente è il fattore chiave.Un suggerimento può essere utile osservare un sito leader di settore, ma per analizzarlo senza competenze specifiche può generare comunque grandi errori di progettazione (storia vissuta).

#13: Analisi qualitativa dei contenuti del sito e verifica delle call-to-action

Obbligatorio il supporto di un consulente.I testi sono accattivanti che aiutano/invogliano l’utente a compiere l’azione che desideri quando atterrano sulla pagina del sito?
I pulsanti di invito all’azione sono facilmente fruibili ed invitanti?
(Compilare un form di contatto; telefonare; partecipare ad un sondaggio…)

LA MAGGIORPARTE DEI PROGETTI WEB FALLISCE PROPRIO SU QUESTO ASPETTO.

#14: Analisi strumentale del comportamento dei visitatori del sito per individuare zone d’ombra e margini di ottimizzazione

Come accennato ai punti precedenti, ogni singola pagina del sito andrebbe posta sotto monitoraggio.
Uno strumento come Hotjar permette l’analisi gratuita di 3 pagine per 30 giorni. Fate questa analisi almeno per: Home Page; una pagina di scheda annuncio ed un eventuale pagina di listing di ricerca. Durante questa fase di analisi, per avere maggiori dati da analizzare è consigliabile attivare campagne online che portino alle pagine oggetto di analisi. Le informazioni che si possono estrapolare sono incredibili. Si può osservare il comportamento degli utenti sulle varie pagine, comprendere dove il sito è strutturato male e su quale tipologia di dispositivo (desktop, smartphone, tablet, iPad, iPhone). E’ possibile verificare heatmaps e addirittura registrazioni video del comportamento utente.
Ne vedrete delle belle!!!

#15: Blog aziendale

Un blog aziendale è strategico e funzionale.
Non serve solo all’indicizzazione e posizionamento di determinate keywords ma serve come collante per tutta la comunicazione del sito (Motori di Ricerca; Social Media Marketing; Direct E-Mail Marketing; Advertising online) che porta notevoli vantaggi sia tecnici che d’immagine e reputazione.

L’errore classico è farlo fine a se stesso senza un piano editoriale ben preciso e mirato.

Gli obiettivi vanno stabiliti a priori:
target da raggiungere? Argomenti? Parole chiave? Cadenza pubblicazioni? …

Vuoi sapere qual’è l’ERRORE CLASSICO?

Pensare che un blog debba servire solo all’indicizzazione/posizionamento.
Rimarrete molto delusi. Scrivere per il gusto di scrivere ed offrire valore agli utenti è sempre una strategia vincente.
Se tutto può essere spruzzato di SEO e fantasia ancora meglio…

#16: Esistenza di ThankYou Page per installazione codice di tracciamento delle conversioni

Quanti di voi sono in grado di monitorare quante persone hanno visitato una pagina di un annuncio e quanti hanno compiuto l’azione di inviare un contatto? Oppure: hanno fatto una campagna online su Google o Facebook ed hanno compiuto l’azione per la quale avete pagato? Per tracciare queste dinamiche e calcolare il ROI di una campagna è necessario un reindirizzamento ad una pagina di ringraziamento (thankyou page) dopo che l’utente ha compilato il modulo di contatto. Su tale pagina verrà installato un apposito codice che monitora le conversioni (es.: 100 visite/1 contatto)

Il vostro sito ha una thankyou page?

#17: SEO off-page

Verificare struttura o eventuali strategie di backlink, ossia link in entrata verso il vostro sito da pagine esterne.
In passato il backlink era un fattore determinante di successo, oggi rimane un fattore importante anche se sta lasciando un po’ il passo ad altri parametri (es. i like sui social network). Ma non si può trascurare questo fattore, anche perchè è possibile lavorare su link contenenti parole chiave strategiche.
Fondamentale il supporto di un consulente esperto.

Attenzione a non rivolgersi a smanettoni o coloro che propongono soluzioni “automatizzate”.
E’ il modo migliore per essere bannati a vita da Google!

#18: Account aziendale Facebook

Ormai il consiglio di non creare un profilo Facebook personale da usare come aziendale dovrebbe essere inutile, tuttavia rimane evergreen perché sono tantissimi coloro che chiamano il loro profilo personale con nome agenzia e mettono come immagine personale il logo aziendale.

Chiunque ricada in questa casistica è giusto che sappia, senza mezzi termini che sta compiendo una pratica idiota!

  • Idiota perchè il suo account può essere chiuso.
  • Idiota perchè a fronte della finta facilità nel “creare contatti” corrisponde la concreta inutilità di quei contatti.
  • Idiota perchè si perdono tutte le opportunità che una pagina Facebook aziendale permette.
  • Idiota perchè si perde il patrimonio di informazioni utili che Facebook può fornirti per raggiungere il tuo cliente ideale.

Chi si riconosce in questo stereotipo consiglio con urgenza un corso di formazione perchè sta perdendo tempo prezioso, opportunità, ma soprattutto sta dimostrando là fuori la propria inadeguatezza ed incompetenza in materia.

Gli utenti queste cose le comprendono molto meglio di quanto possiate immaginare. Se io vedo un’azienda che opera in questo modo non la scelgo! E di “Gianluca” ce ne sono molti più di quanto immaginiate!

#19: Account Aziendale Google Plus (Google My Business)

Un account Google Plus Aziendale è utilissimo perché può offrire una visibilità organica “extra”.
Il consiglio è di registrare la propria attività e verificarla. (Google ti invia una cartolina con un codice da inserire per verifica). Il funzionamento è molto simile ad una pagina Facebook aziendale. Tramite un profilo personale Google Plus è possibile creare una pagina aziendale.

#20: Account Twitter

Ultimamente questo Social Network è caduto un po’ in disgrazia.
Ma per chi ha un blog aziendale e scrive contenuti si consiglia comunque di utilizzarlo.

Non createvi un account per andare a pubblicare annunci!!!!

#21: Account Linkedin con pagina aziendale

Linkedin è un Social Network professionale.
L’uso più stupido che si possa fare è usarlo per pubblicare immobili. Qui è anche possibile creare collaborazioni. Utili i gruppi tematici di discussione.

#22: Account Youtube

Youtube è un vero e proprio social network.
Spesso usato per pubblicare video di immobili da integrare sul proprio sito o sui portali. Consiglieri anche un uso diverso:
comunicare ad esempio con la vostra clientela target l’unicità del vostro progetto.
Video pillole sul valore UNICO che fornite alla vostra clientela.
Nella descrizione potete aggiungere delle URL alle vostre pagine del sito che saranno attive solo se provviste del suffisso http://www.nomepagina…

#23: Instagram

Da quando rientra nella famiglia Facebook assume particolare importanza soprattutto per la campagne di advertising online fatte su Facebook perché se rispettati determinati parametri sono visibili anche su Instagram.

#24: Pinterest

Da recenti studi è molto in crescita nel segmento fashion e turismo.
Probabilmente per il real estate potrebbe essere prematuro, si consiglia di provare e valutarne i risultati.

#25: Social media marketing

Gestire la comunicazione social prevede l’ideazione di una linea editoriale. Evitate di “fare i furbi” utilizzando strumenti di pubblicazione automatica sui vari social. Ogni Social Network ha il suo codice non scritto di comunicazione e come tale va gestito. Se non si può gestire tutto e bene, meglio concentrarsi sui canali dove si può ottenere un buon livello qualitativo e di monitoraggio.

ATTENZIONE AL RISCHIO DI PASSAGGIO DAL SOCIAL NETWORK AL SOCIAL NOTWORK!

Non è necessario gestire tutti i social illudendosi di moltiplicare la propria visibilità. Se un canale non può essere monitorato con coerenza e costanza, meglio concentrarsi dove lo si può presidiare bene e dov’è presente la propria utenza target.
Ad esempio oggi Snapchat avrebbe poco senso perché il target non è in linea con il real estate.

Facebook ADS: Advertising online – I passi fondamentali per ottenere i risultati

 

bacchetta_magica_facebook_ads2Apriamo ora un altre grande coperchio!
Le campagne online, quelle che come bacchette magiche faranno vendere migliaia di immobili in 4 clic!
Se fosse vero…

Parliamo in questo caso delle campagne sia Facebook ADS che necessitano di una pagina aziendale ed attenzione ai “like”. Continuando nel documento parleremo anche di Google AdWords.
Bhe… vediamo cosa ci sarebbe realmente da verificare e pianificare…

 

#26: Analisi dell’attuale composizione dei fan alla pagina

Verificare dagli insight della pagina aziendale Facebook che siano utenti target correttamente geolocalizzati e non provenienti da richieste dissennate di amicizie.
Per favore, evitate alla tentazione del “celolunghismo”.
10 e buoni meglio di 1000 inutili.
1000 inutili creano danni enormi alla visibilità dei contenuti pubblicati sulla pagina aziendale.

Non è vero che se gratuito non costa! Fare sciocchezze gratuita crea danni. Danni = perdita di fatturato!

Se avete una pagina personale “usata” come pagina aziendale, lasciate perdere. Inutile cercare gli “insights”. State sbagliando tutto (già detto precedentemente) andatevi a creare la pagina aziendale.

Attenzione: se siete fortunati potrete anche convertire la vostra pagina personale in aziendale. Fatelo solo se non c’è porcheria di contatti etereogenei dentro!

#27: Obiettivo del numero di like alla pagina aziendale

Procedere ad un’analisi del target ideale (comune di residenza; sesso; fascia di età sono il livello minimo di analisi) e verificare qual è il numero di like.
Escludete dall’analisi i vostri colleghi soprattutto se non sono in un comune di vostro interesse. Se i non target sono una percentuale minima, ok possiamo tollerare.
In caso contrario rimboccatevi le maniche perché state facendo dei gran danni.
Non spendere soldi non vuol dire risparmiare!

Dopodichè, verificate per ogni singolo comune di vostro interesse quanti potenziali utenti ci sono (utilizzate insight pubblico dalla consolle di gestione inserzioni).
Se il target raggiungibile potenziale è ad esempio 320.000 l’obiettivo da porvi come numero di like è 3.200 (320.000/100).
Questa è una mia personalissima formula empirica sviluppata con l’esperienza sul campo.
Non c’è modo di spiegare il motivo, se vi fidate prendetela come dato di fatto.
E’ ovviamente passibile di giudizi diversi ma io applico sempre questa proporzione di obiettivo minimo.
Se il target potenziale è inferiore a 100.000, l’obiettivo minimo da porvi sarà sempre e comunque 1000. Attenzione, si parla di utenti target, nel conteggio escludete tutti i contatti non target. Limitate gli inviti a queste tipologie di utenti.

#28: Creare vari profili di pubblico personalizzato remarketing

Attivare il pixel di remarketing di Facebook.In questo modo è possibile “tracciare” le persone che abbiano un account Facebook che hanno visitato il sito o una pagina specifica del tuo sito oppure una categoria.
In questo modo è possibile creare messaggi pubblicitari personalizzati in base all’esigenza del vostro potenziale cliente.
Se va nella categoria affitti, turistico, acquisto, vendita, commerciale… potete far vedere tramite una pubblicità online (a pagamento) un messaggio che contenga la soluzione alla sua necessità.
Fra i parametri di impostazione del pixel potete decidere l’intervallo di tempo da monitorare in giorni.
Il valore massimo è 180 giorni ed è il valore che in generale vi consiglio di applicare. Ovvio che vanno considerate situazioni particolari: ad esempio affitto turistico potrebbe essere un intervallo poco congruente.

#29: Pubblico personalizzato via file

Simile al remarketing come concetto, è la creazione del pubblico via file. Per comprendere meglio: se avete un database marketing con Xmila indirizzi e-mail potete caricare su Facebook questa lista. Facebook verifica ci fra quegli indirizzi e-mail ha un account su Facebook. Bene, potete fare una campagna di advertising online via Facebook ADS solo a quella lista oppure ad una combinazione mista fra e-mail come appena descritto e visite al proprio sito.

#30: Costruire profili di pubblico personalizzato da insights pubblico

Ove nasce la necessità (ossia sempre!) potete costruire e salvare diversi profili di pubblico personalizzato. Sono tantissimi i criteri che potete utilizzare basati sia su parametri geografici (fino a livello di singolo CAP oppure combinazione di essi); età; sesso; interessi e tantissimo altro. Considerate che il vero lavoro di Facebook è profilarci in ogni nostro comportamento proprio per poter offrire agli inserzionisti tali possibilità. Unico limite è la fantasia.I “pubblici” così creati e salvati, possono essere utilizzati anche in modo molto comodo e rapido nella funzionalità boost.
Se pubblicate un post (ad esempio un articolo del vostro blog) potete utilizzare la funzione “metti in evidenza” al pubblico come creato e salvato.

#31: Pianificazione/Ideazione strategia di campagne per aumentare like target alla pagina aziendale

Sono le campagne Facebook advertising specifiche per aumentare il numero di pubblico target che segue la pagina aziendale.
L’obiettivo minimo è stato descritto nel punto 27.

#32: Pianificazione/Ideazione strategia di campagna acquisizione

Pianificare delle campagne di pura acquisizione (affitti, vendite o entrambe). Il consiglio è di utilizzare landing page specifiche e costruite ad hoc. Può prepararle il vostro webmaster oppure utilizzare tool specifici (es.: OptimizePress) oppure servizi ad hoc (Leadpages, Unbounce ecc..).

#33: Pianificazione/Ideazione strategia di campagne proposizione soluzioni immobiliari

Sono le classiche campagne di pubblicità immobili. Possono essere specifiche su singolo immobile, oppure multilink dove nella stessa campagna è possibile accorpare fino a 5 immobili diversi. Il consiglio è uniformare tali campagne per categorie (Immobili da investimento; immobili di lusso; immobili in provincia; immobili in una determinata zona….).

#34: Funnel Advertising via remarketing

Le campagne come descritte generano molto traffico e anche se di vendita servono molto alla brand identity e reputation.
Ottime armi in fase di negoziazione ribassi ed esclusive. Consiglio importante: se create una campagna per un obiettivo specifico, create una campagna “gemella” di solo remarketing per quella necessità con foto + immagine + test diverso dalla prima.Darà una maggiore forza di penetrazione.

#35: Fantasia…

Ogni realtà avrà le proprie specificità ed i propri obiettivi. Oltre l’elenco generale probabilmente potrete promuovere la vostra diversità con campagne di altra natura e genere.Anche utilizzando altri strumenti come ad esempio RemarkCasa di Casashare (Una delle mie strategie preferite di acquisizione soprattutto se abbinate a landing page propedeutica di acquisizione contatto)

Direct E-Mail Marketing nell’immobiliare – Valorizzare il proprio database marketing… oppure perchè crearne uno!

direct e-mail marketing immobiliare

I soldi sono nella lista!

Ma poi spesso ci si imbatte nei progetti e scopro che agenti immobiliari con anni di attività alle spalle, che hanno ricevuto negli anni chilotoni di e-mail… non ne hanno archiviata neanche una! E pochi sanno quanto sia importante e remunerativa nel tempo la fidelizzazione di un contatto! In parte lo abbiamo visto nelle campagne Facebook e Google (possibilità di caricare le liste di email e fare campagne mirate). Ora vediamo i punti salienti del direct e-mail marketing.
Coltivare una lista di utenti target è molto importante. Spesso mi sento fare una domanda “ma quanti indirizzi e-mail servono?”

Tutti quelli target possibili ed utili ai nostri scopi

Per avere idea della misura, se abbiamo 1000 indirizzi e-mail ed inviamo una comunicazione, possiamo considerarla efficace dal punto di vista “accademico” se:

  • E-mail Inviate = 1.000
  • Tasso di apertura (Open Rate): 20% (200 persone hanno “aperto l’e-mail inviata)
  • CTR (Click Trought Rate): 20% di Open Rate.
    Ossia 40 persone fra coloro che hanno aperto l’e-mail hanno cliccato ed hanno visitato la pagina indicata nell’e-mail
  • CTA (Call to Action) = 20% di CTR. 4 persone copiranno l’azione per il quale li hai portati lì.

Partendo da 1.000 contatti probabilmente avrai 4 azioni!

Per questo motivo, la lista deve essere sempre di qualità, la comunicazione continuativa, persistente, intelligente ed efficace.

Ecco alcune strategie per raggiungere questi obiettivi…

#36: Costruzione database marketing – attività list building

Il direct e-mail marketing poggia le basi ovviamente sull’acquisizione dell’indirizzo e-mail del vostro potenziale cliente. Come abbiamo visto nei vari punti fin qui argomentati, ha una potenza incredibile.

L’indirizzo e-mail è praticamente la chiave di accesso al web. Praticamente tutti ne abbiamo almeno uno.

Acquisire questo importante dato ci permette di creare una relazione duratura, continuativa e costruttiva con questo contatto.

NON REPERITE IN MODO ILLECITO LE EMAIL, NON SERVE A NULLA E RISCHIATE GROSSO!!!

Quindi vanno studiate e pianificate attività per rendere questo data base sempre crescente, aggiornato e TARGET!

#37: Attivazione di un servizio autoresponder

Si tratta di strumenti professionali di comunicazione 1-to-1 via e-mail. Per banalizzare, immaginate la newsletter per gli auguri di Natale dove il 15 agosto potete preparare il messaggio, impostare giorno, data, ora dell’invio e dopo l’invio verificare quanti hanno aperto la vostra e-mail, quanti hanno cliccato su un link presente all’interno della vostra e-mail di auguri e sapere cosa hanno cliccato (es.: visita nostre soluzioni di affitto; visita nostre soluzioni di vendita). Quindi avete saputo che quel vostro contatto nel vostro database marketing ha quel tipo di necessità. Da lì può nascere un contatto con una comunicazione mirata in base alla sua esigenza. Se contattate qualcuno sapendo qual è il problema ed avete anche la soluzione con elevata probabilità vi ascolterà.Alcuni strumenti utili a tale scopo sono: Mailchimp; GetResponse; Active Campaign. Escluderei servizi dove non sia possibile attivare servizi RSS to Email.
Ossia se avete un blog aziendale, potete collegare gli aggiornamenti del vostro blog a questo strumento per automatizzare la comunicazione.

#38: Pianificazione comunicazione

Va pianificato termini e modalità di utilizzo di tale strumento per poter dare ritmo e continuità di comunicazione INTELLIGENTE (ricordati, MAI SPAM!!!). Il minimo sindacale è:

  1. almeno una DEM commerciale al mese (es. Migliori opportunità). Massimo 3 immobili e poi altri pulsanti “civetta”.
    Tale strategia vi permetterà di acquisire con maggiore facilità. Spesso almeno una percentuale importante del vostro database marketing che ha contattato per acquistare, deve vendere prima comprare.
    Notando il vostro modo unico e particolare di proporvi vi può contattare per affidarvi il mandato.
    Non avete idea quante volte capita!!!
  2. DEM informative/Brand/Reputazione: possono essere le newsletter che partono dal nostro blog con cadenza almeno mensile. Anche qui suggerisco di inserire pulsanti “civetta”.
  3. Informazioni Spot all’occorrenza (Es.: evento; Open House ecc..). Da utilizzare quando serve senza mai abusare.

#39: Creazione template con attivazione pulsanti civetta per profilazione contatti

La voce spiega già tutto, creare i template e studiare già i vari formati a seconda delle necessità accelera il processo di creazione della comunicazione abbattendo i tempi ogni volta in pochissimi minuti di preparazione. I pulsanti civetta ci servono per capire le necessità reali del nostro database marketing.
La fase di progettazione è strategica perchè il template va creato in base alle nostre esigenze informative.

#40: Pianificazione campagnedi listbuilding

Questi sistemi possono essere utilizzati per strategie di pianificazione campagne di acquisizione contatto.
“Vuoi sapere come si vende una casa? Scarica gratis questa guida”.
Quel contatto sapete che appartiene ad un potenziale venditore, finirà in una lista specifica alla quale potrete effettuare una comunicazione ad hoc. Inutile inviare proposte d’affitto se sapete che deve vendere, no?
Potete addirittura inventarvi una sequenza di comunicazione automatizzata e temporizzata. Ogni 5 giorni inviate una mail. Quante volte vi sarà capitato di entrare in uno di questi funnel? Oppure…Partecipa al sondaggio “voglio una casa” e se desideri ricevere in anteprima il report lasciaci la tua email o seguici sulla nostra pagina Facebook. Avete acquisito un indirizzo email e nominativo di persone interessate all’acquisto 😉

Google AdWords – Maneggiare con cautela

Ultimo ma non ultimo… Google AdWords!
Molti passi ricalcano come obiettivo quanto visto per Facebook ADS ma con una consolle di gestione diversa. Però c’è un “ma”…

#41: Creare pubblico personalizzato remarketing e da database email marketing

Com’è stato ampiamente argomentato per Facebook ADS anche Google AdWords permette di utilizzare il remarketing e gli indirizzi email.
Tuttavia, se collegate il vostro account AdWords a Google Analitycs, potete utilizzare quella segmentazione di traffico per le vostre campagne online.Molto simile alle campagne Facebook.

#42: Campagna AdWords su annunci di testo

Potete creare campagne basate su parole chiave specifiche (es.: “immobiliare bologna”) dove il vostro annuncio verrà proposto sul motore di ricerca Google in base alle parole chiavi scelte.
L’utilizzo di Google AdWords è meno immediato di Facebook ADS (anche se non è così banale ottenere risultati su Facebook come molti pensano sbagliando) ed è consigliato prima di approcciarsi essersi formato bene o delegare a professionisti l’attività.

#43: Campagna AdWords Banner Display

Potete creare campagne basate su parole chiave specifiche (es.: “immobiliare bologna”) dove il vostro annuncio verrà proposto sul motore di ricerca Google in base alle parole chiavi scelte.
L’utilizzo di Google AdWords è meno immediato di Facebook ADS (anche se non è così banale ottenere risultati su Facebook come molti pensano sbagliando) ed è consigliato prima di approcciarsi essersi formato bene o delegare a professionisti l’attività.

#44: Strategie campagne Google AdWords

Anche su AdWords possono essere pianificate campagne con gli stessi obiettivi delle campagne Facebook ADS.
Il consiglio è sempre lo stesso, ma su Google più che mai, pianificare tutto e MAI andare a braccio.

#45: CONSIGLIO sull’utilizzo di Google AdWords

La competitività ed i costi di utilizzo di Google AdWords sono cresciuti molto nell’ultimo periodo e probabilmente in determinate zone altamente competitive come le grandi città, ha poco senso per un’agenzia immobiliare utilizzare questo canale (anche se è sempre da verificare caso per caso ed il consiglio principe è sempre testare sul campo per non rischiare di perdere opportunità). Personalmente sto applicando sempre più spesso la seguente strategia: attivare diverse campagne con Facebook ADS che ha costi più abordabili e lavorare su Google di solo remarketing in modo che abbiamo già “filtrato” alla fonte il contatto. Valutatelo come consiglio, ma non applicatelo come la Bibbia! Attenzione!!! Ad esempio per immobili commerciali posso dirvi con ragionevole certezza questo consiglio ha poco valore.

Il mondo non è solo Facebook e Google…

#46: Campagne online sui social network Twitter e Linkedin

Anche Twitter e Linkedin permetto di gestire campagne online.
Dalla mia esperienza, per determinati oggetti Linkedin è risultato efficiente perché permette di raggiungere in base al profilo lavorativo target medi alti in determinate città.Il costo per clic è importante, quindi è necessario che l’oggetto da pubblicizzare in caso di operazione a buon fine garantisca una buona marginalità.

Conclusioni web immobiliare

Spero con questa checklist strategica per l’immobiliare abbiate compreso quanto sia complesso e profondo il mondo del web.
Se vuoi scaricare il documento completo da avere sulla tua scrivania e procedere alla tua analisi, lascia il tuo nome e indirizzo e-mail e ti invierò per posta elettronica un file più comodo da usare, stampare ed archiviare.

Gianluca Capone

La mia caratteristica prinicipale è saper coniugare le tecnologie web e la capacità di trarre valore per aziende e professionisti. Una visione fuori dagli schemi che porta a differenziarsi sul mercato ed acquisire vantaggio competitivo. “Il segreto degli affari è sapere qualcosa che nessun altro conosce” - Aristotele Onassis

3 Comments

Elena Piperno

about 11 mesi ago

Sì la check-list è davvero interessante! Lo sarebbe anche capire quantirisultati positiviproduce, la monitoriamo?! ;)

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Luca P.

about 11 mesi ago

Una checklist davvero completa per l'agente immobiliare 2.0! Un ottimo lavoro Gianluca, complimenti!

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Gianluca Capone

about 11 mesi ago

Grazie Luca!
Forse è poco visibile perchè l'articolo è un pò lunghetto :)
Ma sappi che puoi anche richiedere il doc in pdf
A fine articolo c'è il form per riceverlo in mail

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